Come usare ChatGPT: guida per principianti

Illustrazione: un uomo al laptop con fumetti, lampadina, tazza e libri.

ChatGPT per principianti: da dove iniziare? ChatGPT è un assistente di intelligenza artificiale creato da OpenAI. Gli scrivi una domanda e lui risponde in modo naturale, come in una chat. È uno dei modi più semplici per entrare nel mondo dell’intelligenza artificiale, anche se non hai mai provato uno strumento del genere. Su Reddit e sui forum la domanda di chi parte da zero è quasi sempre la stessa: da dove comincio con ChatGPT? In questa guida ti accompagno passo passo, con parole semplici e qualche analogia. In mezz’ora sai già muoverti senza paura.

Da dove partire: ChatGPT è il primo strumento da imparare, e la guida principale del percorso — con il piano della prima settimana e gli altri strumenti — è AI per Principianti: la guida completa.

Cosa serveCosa impareraiTempoDifficoltà
Un account gratuito e un browserA fare conversazioni davvero utili~30 minutiPrincipiante

ChatGPT per principianti: cos’è, spiegato semplice

Che cos’è ChatGPT, in parole semplici? Un assistente che scrive e risponde in linguaggio naturale: gli fai una domanda come in una chat e lui costruisce la risposta sul momento, parola per parola. È gratis e si usa dal browser.

Partiamo dalle fondamenta: per un utente di ChatGPT per principianti, è importante sapere che ChatGPT è un modello di linguaggio: un programma addestrato su una quantità enorme di testi. Ha ‘letto’ così tanto che riesce a prevedere quali parole vengono dopo le altre e a costruire risposte che hanno senso. Un’analogia utile: pensalo come un aiutante che ha in testa una biblioteca gigantesca e che risponde in un secondo. Per il quadro completo su come funziona questa famiglia di strumenti, la nostra guida all’AI per principianti parte proprio da qui.

La differenza con Google è netta. Su Google scrivi una domanda e ottieni una lista di link. Con ChatGPT non ottieni link: ottieni una risposta scritta su misura per te. Può riassumere un testo, spiegarti un concetto, scrivere una bozza, tradurre una frase, farti da mentore su un argomento. Non è magico e non è perfetto, ma è uno strumento molto potente, ed è gratis per iniziare.

Come funziona, in parole semplici

Come fa ChatGPT a rispondere? Non cerca la risposta da qualche parte: la costruisce parola per parola, in base a schemi imparati da enormi quantità di testo. Per questo può sbagliare con sicurezza.
Come nasce una risposta di ChatGPT: scrivi la richiesta, il modello predice parola per parola, risposta in pochi secondi

Quando scrivi un messaggio, ChatGPT non ‘cerca’ la risposta da qualche parte. La costruisce al momento, parola per parola, basandosi su tutto quello che ha imparato. È un po’ come un bravo cuoco: non tira fuori un piatto già pronto dal congelatore, ma lo prepara con gli ingredienti che ha a disposizione. ChatGPT fa lo stesso con le parole.

Questo spiega due cose. La prima: due domande simili, ma scritte in modo diverso, possono dare risposte diverse. La seconda: la qualità dipende molto da come gli parli. Se gli dai contesto e chiarezza, ottieni risultati migliori.

C’è poi un dettaglio tecnico che conviene capire fin da subito: la cosiddetta ‘finestra di contesto’. In pratica, il modello riesce a tenere a mente una quantità limitata di testo nella stessa conversazione. Se la chat diventa lunghissima, può iniziare a confondersi. Quando cambi argomento in modo netto o riparti da zero, apri una conversazione nuova: è la cosa più semplice e funziona sempre.

La finestra di contesto: la chat ricorda una parte limitata del testo, chat corta ricorda tutto, chat lunga si confonde

Il vocabolario minimo per capirsi

Quali parole bisogna conoscere per usare ChatGPT? Le sei che sentirai ovunque: prompt, token, modello, finestra di contesto, allucinazione e piano gratuito. Bastano per capire il resto della guida.

Prima di continuare, chiariamo sei parole che sentirai ovunque quando si parla di ChatGPT. Non serve impararle a memoria: serve sapere che esistono, così nessun tutorial ti suona incomprensibile.

  • Prompt: la richiesta che scrivi nella chat. Un prompt può essere una domanda, un comando, una richiesta di stile. È tutto ciò che gli “dici”.
  • Modello: il programma che genera le risposte. “ChatGPT” è il nome del prodotto, il modello è il motore che ci sta sotto.
  • Token: l’unità con cui il modello misura il testo. Una parola non è un token: parole comuni ne valgono uno, le parole rare due o tre. Quando senti parlare di “limiti”, quasi sempre si parla di token.
  • Finestra di contesto: la quantità di testo (tua e sua) che il modello considera in una conversazione. Più è lunga, più cose ricorda mentre risponde.
  • Allucinazione: quando il modello risponde con sicurezza ma inventa. Non è un bug che si può “sistemare”: è un comportamento di cui tenere conto.
  • GPT: la sigla della famiglia di modelli di OpenAI. Sta per Generative Pre-trained Transformer: generativo (produce testo), pre-addestrato (ha già studiato tantissimo prima che lo usi).

Cosa ti serve per iniziare

Serve pagare per usare ChatGPT? No: per iniziare la versione gratuita è più che sufficiente. Serve una email (o un account Google/Apple) e un browser. L’app per il telefono è gratuita.
  • Un browser (Chrome, Safari, Edge o Firefox), oppure l’app ufficiale sul telefono
  • Un indirizzo email, o un account Google o Apple, per registrarti
  • Una connessione a internet
  • Un po’ di pazienza: all’inizio è normale che alcune richieste non vengano perfette

Nota importante: per seguire questa guida non serve pagare nulla. La versione gratuita è più che sufficiente per imparare, come vedremo più avanti.

Passo 1: Crea il tuo account

Come si crea un account ChatGPT? Vai su chatgpt.com e clicca su Iscriviti: puoi registrarti con la tua email oppure con un account Google o Apple. Ci vogliono due minuti.

Vai sul sito ufficiale chatgpt.com e clicca su Iscriviti. Puoi registrarti con la tua email oppure con un account Google o Apple: scegli la strada che preferisci, è la stessa cosa. Compila i dati e, se ti viene chiesto, conferma l’email dal messaggio che ricevi.

Una volta dentro ti trovi davanti una finestra di chat vuota, con un campo di testo in basso. È qui che scriverai le tue richieste, che si chiamano ‘prompt’. È la schermata che userai ogni volta.

Passo 2: La tua prima conversazione

Come si fa la prima domanda a ChatGPT? Scrivi una domanda semplice nel campo di testo, come «Spiegami cos’è l’intelligenza artificiale in parole semplici», e premi invio. Non serve una formula speciale.

Nel campo di testo scrivi una domanda semplice. Per esempio: Spiegami cos’è l’intelligenza artificiale in parole semplici. Premi Invio e in pochi secondi arriva la risposta.

Ora arriva il punto che cambia tutto: non fermarti alla prima risposta. La chat funziona come un dialogo con un collega. Puoi dire ‘fa un esempio concreto’, ‘spiegamelo come se avessi 12 anni’, ‘riassumilo in 3 punti’. Ogni volta che aggiungi dettagli, la risposta migliora.

Passo 3: Scrivi richieste chiare (i prompt)

Come si scrive un buon prompt? Con quattro ingredienti: l’obiettivo, il contesto, il formato della risposta e, se serve, il ruolo che deve assumere. Più sei preciso, migliore è la risposta.

La qualità delle risposte dipende quasi tutto da come scrivi la richiesta. Una buona richiesta ha quattro ingredienti: obiettivo, contesto, formato e, se serve, un ruolo.

  • Obiettivo: cosa vuoi ottenere. ‘Scrivimi una descrizione’ è vago; ‘scrivimi una descrizione per convincere qualcuno a comprare’ è chiaro
  • Contesto: un paio di informazioni di base. Racconta brevemente a cosa ti serve
  • Formato: dimmi se vuoi un elenco, una tabella, un paragrafo, un titolo, un’email
  • Ruolo: a volte aiuta dire ‘agisci come un copywriter’, ‘agisci come un insegnante’, ‘agisci come un esperto di giardinaggio’

Facciamo un confronto veloce. Il prompt ‘scrivimi un testo’ probabilmente ti restituisce qualcosa di generico. Il prompt ‘scrivimi una descrizione di 100 parole per un sito che vende piante da interno, tono amichevole, pensata per chi non ha il pollice verde‘ ti dà un risultato che puoi davvero usare. La differenza è tutta lì.

Passo 4: Sfrutta i formati pronti all’uso

Che cosa si può chiedere a ChatGPT di produrre? Tabelle, elenchi, riassunti, bozze di email, piani passo passo, domande di ripasso: chiedere il formato giusto è metà del lavoro.

ChatGPT funziona benissimo quando gli chiedi di lavorare in formati utili. Questi sono i più apprezzati da chi inizia:

TipoEsempioCosa ottieni
SpiegareCosa significa ‘machine learning’?Una spiegazione chiara, a misura di principiante
RiassumereRiassumi questo testo in 3 puntiUna sintesi veloce, pronta da usare
ScrivereScrivi una bozza di email di presentazioneUn testo da ritoccare, non da partire da zero
TradurreTraduci questa frase in ingleseUna traduzione immediata
BrainstormingProponi 10 titoli per un articolo su XUna lista di idee su cui scegliere

Passo 5: La voce e l’app sul telefono

ChatGPT si può usare a voce? Sì: l’app ufficiale per smartphone è gratuita e permette di parlare invece di scrivere, oltre a dettare e far leggere le risposte.

ChatGPT non vive solo nel browser. Esiste un’app ufficiale per smartphone, gratuita, che permette anche di parlare: puoi dettare una domanda e ascoltare la risposta. È molto comoda per riassunti veloci, per chiedere e camminare, o quando hai le mani occupate.

Se preferisci iniziare dal computer, nessun problema: il sito funziona benissimo e la scelta non cambia il risultato. Molte persone alternano le due cose.

Infografica: la chat di ChatGPT sincronizzata su telefono, tablet e computer

Passo 6: Usalo per studiare e lavorare

ChatGPT serve anche per studiare e lavorare? Sì, ed è lì che dà il meglio: farsi spiegare un argomento, riassumere un documento, preparare una presentazione, organizzare una settimana di lavoro.

Una volta presa confidenza, il vero valore arriva quando lo usi come assistente personale. Studiare un argomento, preparare una riunione, scrivere un messaggio difficile, organizzare le idee: sono tutti compiti che ChatGPT rende più veloci. Ecco la tabella dei cinque usi che i principianti ritrovano più utili nei primi giorni:

UsoPrompt d’esempio
StudiareSpiegami il cuore e come funziona in 5 punti semplici
LavorareScrivi un’email a un collega per rimandare una riunione
Organizzare il tempoFammi una lista della settimana per gestire meglio le cose da fare
Creare contenutiProponi 10 idee di post per un blog sui viaggi
ImparareCreami un piano di 5 giorni per imparare le basi del marketing

Sei usi che non avevi considerato

Quali usi di ChatGPT non si immaginano subito? Pianificare un itinerario, farsi spiegare una bolletta, prepararsi a un colloquio, inventare una cena con quello che c’è in frigo: usi quotidiani che si scoprono con la pratica.

Oltre ai classici, ChatGPT entra nelle piccole cose di ogni giorno. Chi lo usa da tempo finisce per scoprire usi che non aveva previsto: pianificare un itinerario senza passare da dieci siti, farsi spiegare una bolletta, prepararsi a un colloquio, inventare una cena con quello che c’è in frigo. Non servono competenze tecniche: basta descrivere la situazione e chiedere aiuto.

Passo 7: Le impostazioni che vale la pena conoscere

Quali impostazioni di ChatGPT vanno guardate? Due: la memoria (cosa ricorda fra le conversazioni, e come cancellarla) e le istruzioni personalizzate (come vuoi che risponda di default).

Ci sono due impostazioni che ti consiglio di guardare, così usi ChatGPT come vuoi tu. La prima è la memoria: ChatGPT può ricordare cose tra una conversazione e l’altra, se glielo permetti. Utile per non ripetergli ogni volta chi sei o che stile preferisci. La puoi gestire e cancellare quando vuoi dalle impostazioni.

La seconda riguarda le conversazioni nuove: non c’è limite a quante ne puoi aprire, quindi usale senza timore. Meglio dieci chat corte e focalizzate che una lunga e confusa.

C’è infine la chat temporanea: una conversazione che non viene salvata nella cronologia. Se non la trovi tra le opzioni, non preoccuparti: la cosa più semplice resta aprire una chat nuova per ogni argomento.

Un mini-piano per i primi cinque giorni

Come si inizia nei primi giorni? Con un mini-piano: un compito al giorno — la prima conversazione, un riassunto, un testo scritto insieme, una domanda su un tuo lavoro, e il primo controllo di una risposta.

A volte l’ostacolo più grande non è lo strumento, ma capire da dove iniziare. Così ho preparato un mini-piano di cinque giorni, uno al giorno. Non è una gara: è solo un modo per prendere confidenza senza stress.

  • Giorno 1: fai domande semplici e, dopo ogni risposta, prova a dire ‘spiegamelo ancora più semplice’
  • Giorno 2: prendi un testo che hai (un articolo, una mail) e chiedi un riassunto in 3 punti
  • Giorno 3: scrivi una bozza con ChatGPT (una email, un post, una descrizione) e poi ritoccala a mano
  • Giorno 4: installa l’app sul telefono e prova la funzione voce
  • Giorno 5: costruisci un piccolo flusso: chiedi un piano, poi chiedi di sviluppare un solo punto del piano

Dopo cinque giorni avrai un’idea chiara di come lo usi tu, che è l’unica cosa che conta. Ognuno lo sfrutta in modo diverso: trovare il tuo è il vero obiettivo.

Piano gratuito o a pagamento? I piani di oggi

ChatGPT è gratis? Quali piani esistono? C’è un piano gratuito che copre le basi (testo, ricerca web, file, immagini, voce) e piani a pagamento (Go, Plus, Business, Enterprise) che alzano i limiti. Per imparare basta il gratuito.

Domanda lecita, e la risposta è incoraggiante. Oggi ChatGPT ha un piano gratuito e diversi piani a pagamento (Go, Plus, Business ed Enterprise). Il piano gratis copre le basi: chat di testo, ricerca sul web per i fatti recenti, caricamento di file e immagini, generazione di immagini (con limiti) e funzioni vocali.

I piani a pagamento servono soprattutto a chi usa lo strumento tanto e ogni giorno: alzano i limiti, sbloccano più ‘deep research’ e funzioni extra. Per imparare, però, il piano gratuito è più che sufficiente. Parti da lì. Se un giorno ti serve di più, valuti il passaggio.

Un ultimo consiglio: non fissarti sui nomi dei modelli (GPT-4, GPT-5 o simili). L’azienda aggiorna i modelli spesso e il default cambia da solo. Quello che conta è che funziona, non il numero in etichetta.

Dove trovo un corso (gratuito e in italiano)

Non serve pagare: le risorse ufficiali bastano, e sono gratuite. L’OpenAI Academy è la piattaforma di formazione ufficiale di OpenAI, con corsi e guide per chi inizia. Se vuoi capire come si scrivono le richieste, il corso ChatGPT Prompt Engineering di DeepLearning.AI (con Isa Fulford e Andrew Ng) è gratuito, dura poco più di un’ora e mezza ed è il riferimento che consigliano anche gli addetti ai lavori. E per gli strumenti gratuiti con cui mettere in pratica quello che hai imparato, la nostra guida ai migliori strumenti AI gratuiti è il passo successivo.

«Astra», «ChatGPT 6», «GPT-5»: perché non ci si capisce più

Una delle confusioni più comuni: quale ChatGPT sto usando? I nomi dei modelli (GPT-4, GPT-5 e le versioni che escono ogni pochi mesi) circolano più sui social e nei forum che nella documentazione ufficiale, e in parte sono nomi interni o di community. Ecco come orientarsi senza rincorrere le sigle:

Cosa vediCosa significaCosa fare
«ChatGPT» senza numeroIl prodotto, non un modello specifico: sotto cambia nel tempoÈ il riferimento giusto per quello che stai usando
Un nome di modello nel menu in altoIl modello selezionato in quella conversazioneGuarda lì per sapere cosa stai usando adesso
«GPT-4», «GPT-5», «GPT-5.x»…Generazioni di modelli: i piani a pagamento accedono a quelli avanzati, il gratuito usa il modello standardNon serve saperlo a memoria: cambiano spesso
Un nome mai visto («Astra», «Luna»…)Quasi sempre un nome di community o un nome di progetto interno, non un nome ufficialeVerifica sul sito ufficiale prima di ripeterlo

La regola: non fissarti sui nomi. Guarda cosa sai fare con quello che hai davanti — e se ti serve il modello più capace per un compito difficile, quello è il motivo per valutare un piano a pagamento, non la sigla.

Limiti, errori e sicurezza: le cose da sapere

ChatGPT può sbagliare? Sì: può rispondere con sicurezza informazioni inventate (le «allucinazioni»). Per numeri, date e fatti importanti verifica sempre, e non caricare dati sensibili o personali.

Il punto più importante, quello da tenere sempre a mente: ChatGPT può sbagliare. A volte risponde in modo sicuro ma con informazioni sbagliate o inventate. I tecnici chiamano questo fenomeno ‘allucinazione’. Una buona analogia: è come una persona molto sicura di sé che ogni tanto ricorda male.

Vuol dire due cose. La prima: per informazioni importanti (numeri, date, notizie), controlla sempre con una fonte affidabile. La seconda: non caricare mai dati sensibili, come carte, password o informazioni personali che non vuoi condividere.

Infografica: cosa non caricare mai in ChatGPT, i dati sensibili da evitare

C’è poi il limite temporale: la conoscenza di ChatGPT arriva fino a un certo punto nel tempo, e non conosce le ultimissime novità di default. Per i fatti recenti puoi usare la funzione di ricerca sul web. E ricorda: il risultato è quasi sempre un’ottima bozza da rifinire a mano, non la parola finale.

Cosa non chiedere (e cosa non incollare) a ChatGPT

Cosa non si deve chiedere a ChatGPT? Niente che contenga dati personali di altre persone, documenti riservati, password o dati sanitari. E nessuna decisione importante — medica, legale, fiscale — presa sulla sua risposta: usala per capire e prepararti, non per decidere.
  • Dati personali di altri: nomi, contatti, cartelle di clienti, contratti. Non è un problema di «segretezza del modello»: è la legge sulla protezione dei dati.
  • Documenti e credenziali: carte d’identità, estratti conto, password, codici di accesso.
  • Dati sanitari: referti, terapie, sintomi di una persona identificabile. Per orientarsi va bene chiedere informazioni generali; per la propria situazione si va dal medico.
  • Decisioni da prendere al posto tuo: contratti da firmare, diagnosi, questioni legali. ChatGPT prepara le domande giuste da fare a un professionista, non le risposte definitive.

Il caso italiano: il Garante privacy e ChatGPT

C’è un fatto che distingue una guida italiana da tutte le altre, e riguarda proprio la privacy. Nel marzo 2023 il Garante per la protezione dei dati personali ha bloccato ChatGPT in Italia, contestando la raccolta illecita dei dati degli utenti e la mancata protezione dei minori. ChatGPT è tornato disponibile poche settimane dopo, con le modifiche richieste.

La storia non finisce lì: nel dicembre 2024 il Garante ha chiuso l’istruttoria con una sanzione di 15 milioni di euro e l’obbligo di una campagna informativa di sei mesi. Nel marzo 2026 il Tribunale di Roma ha però annullato quella sanzione, accogliendo il ricorso di OpenAI (che la riteneva sproporzionata).

A te, come utente, cosa cambia? Poco e molto. Poco, perché ChatGPT resta uno strumento perfettamente utilizzabile in Italia. Molto, perché il tema non è mai stato tecnico ma di dati: quello che scrivi in chat esce dal tuo computer e va su server che stanno all’estero. La regola pratica non cambia con le sentenze — non incollare ciò che non metteresti in una email a un estraneo — e se ti serve per lavoro, chiedi prima come vengono trattati i dati nella tua organizzazione.

Errori comuni da evitare (per chi inizia)

Quali errori si fanno con ChatGPT? Fidarsi senza verificare, non dare contesto, incollare dati riservati, usarlo per decisioni importanti e pretendere che conosca le ultimissime notizie senza attivare la ricerca web.
  • Usare richieste troppo vaghe: meno contesto, risposta meno utile
  • Fidarsi ciecamente di tutto: verifica sempre i dati importanti
  • Non rileggere: usa ChatGPT come prima bozza, non come testo finale
  • Chiedere troppe cose in un solo messaggio: meglio un compito alla volta
  • Inserire dati personali sensibili

Come verificare le risposte in 3 mosse

Come si verifica una risposta di ChatGPT? In tre mosse: chiedi le fonti, controlla i numeri e i nomi su una fonte indipendente, e fai una seconda domanda per mettere alla prova la risposta.

“Controlla sempre” è un consiglio, ma in pratica come si fa? Ecco un metodo semplice in tre passi, adatto a chiunque.

  1. Chiedi le fonti. “Su quali fonti ti basi?” non è una domanda strana: ChatGPT può indicarti da dove arriva un’informazione, anche se non sempre è preciso al dettaglio.
  2. Controlla numeri e date. Se la risposta contiene un dato che ti serve davvero (prezzi, scadenze, statistiche), cerca quella cifra su una fonte ufficiale: bastano trenta secondi su Google.
  3. Riprova o chiedi una versione più prudente. Se qualcosa non torna, apri una chat nuova e rifai la domanda in modo diverso: due risposte concordi sono un buon segnale. Puoi anche chiedere esplicitamente “rispondi solo se sei sicuro”.

Un esempio pratico: scriviamo una bozza insieme

Come si scrive un testo con ChatGPT? Dandogli obiettivo, destinatario e tono, poi correggendo la bozza: il testo finale è il risultato di due o tre giri, non della prima risposta.

Chiudiamo con un esempio reale, così vedi come si lavora. Devi proporre una collaborazione a una piccola azienda. Scrivi questo prompt: Scrivimi un breve messaggio per proporre una collaborazione a una piccola azienda di giardinaggio: sono un blogger che scrive di piante da esterno. Tono cordiale e professionale, massimo 80 parole.

ChatGPT torna con una prima bozza. A quel punto il dialogo fa il resto: Rendila più informale, Aggiungi una riga sulla mia esperienza, Accorciala a due frasi. Ogni ritocco avvicina il testo a quello che useresti davvero. È esattamente così che si lavora: veloce, ma con te al comando.

Domande frequenti su ChatGPT per principianti

ChatGPT è gratis?

Sì, esiste un piano gratuito più che sufficiente per imparare. I piani a pagamento servono a chi lo usa tanto ogni giorno, ma non servono per partire.

Serve saper programmare?

No. Si scrive in linguaggio normale, come in una chat. È pensato per chiunque.

Funziona in italiano?

Sì, risponde perfettamente in italiano. Puoi chiedergli di usare un tono informale o formale, come preferisci.

Posso usarlo dal telefono?

Sì, c’è l’app ufficiale gratis, con la funzione voce come opzione.

Quanto tempo serve per imparare?

Le basi si imparano in una sessione di 20-30 minuti. La padronanza arriva con la pratica quotidiana.

Conclusione: il tuo primo passo con ChatGPT

Da dove si comincia con ChatGPT? Da una domanda vera su qualcosa che ti serve oggi: la prima conversazione vale più di dieci guide lette. Poi cresce con la pratica.

ChatGPT è il modo più semplice per iniziare con l’intelligenza artificiale: gratuito, in italiano e utile fin dal primo messaggio. Crea l’account, fai richieste chiare con obiettivo, contesto e formato, e sfrutta i formati pronti (riassunti, bozze, piani). Con mezz’ora di pratica hai già uno strumento che ti fa guadagnare tempo ogni giorno.

Per capire meglio il mondo in cui si inserisce, leggi la nostra spiegazione semplice dell’intelligenza artificiale e la guida completa all’AI per principianti. Se invece ti interessa confrontare gli strumenti, segui i prossimi articoli del nostro blog: là dentro troverai i confronti tra i principali assistenti AI.

Comments

5 risposte

  1. […] un detective. È la differenza in una frase, ma nella pratica le due si confondono continuamente: ChatGPT sembra “ragionare”, i consigli di Netflix sembrano “creativi”. Se ti sei […]

  2. […] già cosa sia il machine learning. Solo un discorso diretto su cosa sia realmente l’IA, cosa devi imparare per primo e come iniziare a usarla oggi […]

  3. […] Usare ChatGPT, Midjourney o Leonardo AI non richiede una riga di codice. È come usare Google: non devi sapere […]

  4. […] per capire davvero come usarlo al meglio, dalla scrittura dei prompt alla voce, abbiamo una guida completa su ChatGPT per principianti. Provalo su […]

  5. […] Continua a leggere Come usare ChatGPT da zero. […]

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