Come funziona l’affiliazione? In una riga: tu consigli un prodotto alla tua pagina, la persona clicca il tuo link e compra, e tu ricevi una commissione dal venditore. Niente magazzino, niente prezzi da gestire, niente clienti da assistere: il tuo lavoro è portare la persona giusta al prodotto giusto e lasciare che il resto avvenga da solo. Sembra semplice e in pratica richiede metodo e costanza. Se vuoi capire da dove nasce e perché funziona, il nostro percorso sul marketing di affiliazione ti dà le basi. Qui invece ti porto per mano nel lato pratico: come si fa, passo dopo passo, con un piano dei primi 30 giorni.

Come funziona l’affiliazione in 6 passi: la mappa
| Passo | Tempo | Costo | Cosa serve |
|---|---|---|---|
| 1. Scegli la nicchia | 1-2 settimane | 0 € | Carta e penna: cosa conosci, chi ha un problema da risolvere, chi ci guadagna |
| 2. Scegli i programmi | 2-3 giorni | 0 € | Iscrizione ai programmi (gratuita); per alcune reti serve una candidatura |
| 3. Prepara la base | 1 giorno | 50-90 € all’anno (+IVA) | Dominio, hosting, WordPress installato (nel 90% dei casi lo installa l’hosting in un clic) |
| 4. Scrivi i primi 10 articoli | 6-10 settimane | 0 € (il tuo tempo) | 3-5 ore per articolo, con metodo: una domanda per articolo |
| 5. Inserisci i link | 1 ora per articolo | 0 € | La dichiarazione di trasparenza in cima e il link dove serve |
| 6. Monitora e adatta | 1 ora a settimana | Fino a 0 € gratis (Google Search Console) | Search Console, i pannelli dei programmi, un foglio con le date |
Due cose che questa tabella dice e che le guide di solito omettono. La prima: il costo vero non è in euro, è il tempo — circa 100 ore prima di vedere il primo risultato, e la scelta della nicchia è l’unica fase che non si può sbagliare senza pagare il conto. La seconda: le commissioni non sono tutte percentuali. Molti programmi pagano una cifra fissa per azione (un’iscrizione, un preventivo richiesto, una prova attivata) invece di una percentuale: se il tuo contenuto fa fare l’azione, la cifra è quella e non dipende dal valore dell’ordine.
Prima di entrare nei dettagli, tieni la mappa in testa. Ogni progetto di affiliazione che produce risultati passa da sei tappe, in quest’ordine: scegli la nicchia, scegli i programmi, prepari la base, scrivi i contenuti, metti i link al posto giusto e infine misuri. Se salti una tappa non crolla tutto subito: semplicemente i risultati tardano o non arrivano. La maggior parte delle persone che abbandona non ha scelto male la nicchia: ha saltato la misurazione, cioè proprio la parte che ti dice cosa sta funzionando. Tieni questa mappa a portata di mano, ti ricorda che non è fortuna, è un metodo.

Passo 1: Scegli la nicchia con un metodo
Cosa fare in concreto
La nicchia è l’argomento del tuo blog. Non è il prodotto che vendi: è il mondo di interessi in cui ti muovi. Se provi a parlare di tutto, in pratica non parli di niente e i consigli risultano generici. Un metodo semplice per scegliere è farti tre domande.
Prima: ti interessa davvero? Non devi scrivere dell’argomento una volta sola, ma per anni. Se annoia te, lo capiranno anche i lettori e abbandonerai. Seconda: esistono prodotti che la gente compra? Non serve l’ultimo gadget: serve una categoria con prodotti, accessori o servizi che si vendono con continuità. Terza: c’è gente che la cerca? Un tema bellissimo ma che nessuno digita su Google difficilmente ti porterà visite nel tempo. Se le tre risposte sono sì, hai un punto di partenza onesto. Se temi che la nicchia sia competitiva, non spaventarti: si entra anche lì con contenuti più specifici, quelli che i siti grandi trascurano.
Come capire se la nicchia rende prima di scrivere
Prima di scrivere il primo articolo, fai una verifica da un pomeriggio: apri i pannelli pubblici di due o tre programmi di affiliazione della tua nicchia e guarda le commissioni reali, non quelle pubblicizzate. Se i prodotti costano poco e pagano il 3%, ti serviranno migliaia di visite al giorno; se costano tanto o pagano a ricorrenza, bastano molte meno visite per le prime commissioni.
Poi cerca su Google le dieci domande principali della nicchia e guarda chi risponde: se trovi solo forum vecchi e siti abbandonati, c’è spazio per te; se trovi testate con redazioni intere su ogni domanda, restringi ancora (una sotto-nicchia precisa batte una nicchia larga). La nicchia giusta è quella dove i prodotti si comprano online e le risposte esistenti sono deboli.
Passo 2: Scegli i programmi giusti
Cosa guardare in un programma
Un programma di affiliazione è l’accordo commerciale con cui guadagni: l’azienda ti dà dei link speciali, tu li metti negli articoli e, quando qualcuno compra passando da un tuo link, ricevi una commissione. Non tutti i programmi valgono allo stesso modo, e scegliere male significa lavorare a lungo senza vedere un centesimo. Quando valuti un programma, non guardare solo quanto paga: guarda quattro cose insieme.
La commissione, cioè quanto ti spetta a vendita. La finestra del cookie, cioè per quanto tempo il venditore ricorda che il clic era tuo: se dura 24 ore e il lettore compra due giorni dopo, non ti viene riconosciuto nulla. La reputazione del venditore: un programma poco serio paga male o rifiuta commissioni. E i requisiti d’ingresso: alcuni ti chiedono un certo numero di vendite prima di attivare l’account in autonomia, altri ti accettano subito. Valuta qualunque programma con questi quattro criteri insieme, non solo sull’importo della commissione.
Passo 3: Prepara la base: dominio, hosting, WordPress
Ora hai una nicchia e una direzione. Ti serve il posto dove vivrà tutto il tuo lavoro: un dominio, cioè l’indirizzo del sito; un hosting, cioè lo spazio dove il sito risiede; e WordPress installato. Non serve spendere una fortuna all’inizio: serve partire, e si può partire con poco. Se non hai mai creato un sito, la nostra guida per creare un sito web da zero ti accompagna passo passo. Per scegliere bene il servizio che ospita il sito, invece, leggi la nostra guida su hosting e WordPress. Non devi diventare un tecnico ora: devi solo partire con una base solida.
Quanto costa partire davvero
Una delle paure più comuni è spendere troppo prima di guadagnare il primo euro. La realtà è che partire costa poco, perché all’inizio paghi solo la base tecnica e nient’altro.
- Dominio: 10-30 euro all’anno, il nome del sito resta tuo.
- Hosting condiviso: 50-100 euro all’anno, più che sufficiente per i primi mesi.
- Tema e plugin: zero all’inizio, le versioni gratuite bastano per partire.
- Programmi di affiliazione: iscrizione gratuita quasi ovunque.
In totale bastano circa 100 euro per il primo anno. Tutto il resto (temi premium, strumenti a pagamento, formazione) viene dopo, solo se i numeri dicono che serve. Se vuoi il quadro completo delle voci di spesa di un sito, la nostra guida ai costi reali di un sito web le elenca una per una.
Passo 4: Scrivi i primi 10 articoli
Cosa scrivere per primo
I contenuti sono il cuore del metodo. Non scrivere a caso: scrivi cose che le persone cercano davvero, in formati che aiutano a decidere e a fidarsi di te. I tre formati che funzionano meglio sono la recensione (un prodotto vale o no), il confronto (quale dei due scelgo) e la guida (come si risolve un problema). Prepara una lista di dieci argomenti e scrivi con calma un pezzo alla volta: se vuoi un riferimento tecnico, la documentazione di WordPress per chi scrive contenuti è un buon punto di partenza.
La differenza tra un blog di affiliazione che funziona e un sito pieno di annunci è una sola: il contenuto deve essere utile anche se nessuno clicca un link. Se il tuo articolo risolve davvero un problema, il lettore non si sente tradito quando in fondo trova un consiglio con un link. È la fiducia a far guadagnare l’affiliazione, non la quantità di link.
Passo 5: Inserisci i link dove contano
Come capire la finestra di attribuzione: il carrello misto
La finestra di attribuzione (o cookie window) è il periodo di tempo in cui il programma «ricorda» il tuo link: se il lettore compra entro quella finestra, la commissione è tua. La spiegazione più chiara non è una definizione — è un esempio di tutti i giorni, quello del carrello misto.
Immagina di consigliare delle cuffie da 80 € su un prodotto che ha una finestra di 24 ore. Il lettore clicca, ci pensa, il giorno dopo acquista le cuffie e aggiunge al carrello il cibo per il gatto e una lampada. Cosa succede? Dipende da due cose: se è passato meno di un giorno, la commissione arriva su tutto il carrello (anche sul cibo per il gatto, che non hai consigliato) ma solo sulle categorie che pagano; se è passato più di un giorno, la vendita è di qualcun altro — anche se il merito era tuo. È il motivo per cui la finestra conta più della percentuale quando scegli un programma, ed è la ragione per cui un programma con il 5% e 120 giorni può rendere più di uno con il 30% e 24 ore.
Non basta avere un link di affiliazione: conta dove lo metti. Un link in fondo all’articolo, senza contesto, vale pochissimo. I punti dove i link rendono di più sono tre: all’inizio, subito dopo aver introdotto la soluzione; nel contesto del testo, quando spieghi proprio le caratteristiche legate a quel prodotto; e in una call to action finale, quando il lettore ha quasi deciso. Prima di ogni link metti la trasparenza: dichiara che potresti ricevere una commissione. È un comportamento che protegge te e il lettore. La spiegazione dei cookie HTTP ti fa capire come funziona tecnicamente il tracciamento.
Passo 6: Monitora e adatta
Cosa guardare ogni settimana
Se non misuri, non sai. Nel dashboard del programma di affiliazione concentrati su tre numeri semplici: i click sui tuoi link, le conversioni, cioè i click che diventano ordini, e il tasso di conversione, cioè la percentuale di click che diventano vendite. Se hai tanti click e poche vendite, il problema è il prodotto proposto o dove hai messo il link. Se hai pochi click, il problema è il contenuto o la posizione dei link. Il dashboard ti dà tutti e tre i numeri senza strumenti costosi.

Cosa fare mentre aspetti il traffico
Il SEO lavora con calma: nelle prime settimane il traffico sarà quasi zero. Non è un segnale che stai sbagliando: è il periodo normale di costruzione. La cosa giusta non è guardare ossessivamente i numeri, ma continuare a produrre e ad aggiornare. I blog che funzionano non hanno tre articoli: ne hanno tanti, tutti curati, anche quelli vecchi che restano lì utili. Quando non arriva nessuno non significa che stai fallendo: significa che stai costruendo, per essere pronto quando il traffico arriverà.
Per darti una struttura, usa giorni fissi: uno alla scrittura, uno all’aggiornamento degli articoli vecchi e uno, a fine settimana, alla lettura delle metriche. Così aspettare diventa un’attività concreta e non un’ansia.
Gli errori dei primi 30 giorni
Nel primo mese quasi tutti inciampano negli stessi errori, e conoscerli prima ti fa risparmiare settimane.
- Comprare strumenti prima del traffico: plugin premium, temi a pagamento e tool SEO servono quando hai visite, non prima.
- Cambiare nicchia alla seconda settimana: ogni cambio azzera il lavoro fatto; la nicchia si giudica dopo mesi, non dopo giorni.
- Pubblicare senza piano: tre articoli scollegati tra loro non costruiscono nulla; dieci articoli su domande vicine sì.
- Nascondere i link di affiliazione: la trasparenza dal primo giorno costruisce fiducia e ti mette al riparo dalle regole delle piattaforme.
Se eviti questi quattro, il primo mese produce esattamente quello che deve produrre: una base ordinata e i primi contenuti che lavorano per te.
Il piano dei primi 30 giorni
Ecco un calendario concreto per il tuo primo mese. Settimana 1: metti a posto le basi, con la nicchia definitiva, il programma di affiliazione scelto, dominio e hosting. Settimana 2: scrivi i tuoi primi articoli, partendo da quello di lancio. Settimana 3: scrivi due recensioni. Settimana 4: scrivi un confronto e rivedi i contenuti della prima settimana. Alla fine del mese non devi per forza aver guadagnato: devi avere una struttura solida e i primi contenuti che lavorano per te.

Dopo i primi 30 giorni: cosa fare
Due cose cambiate di recente: GEO e scommesse
SEO non basta più: contano anche AEO e GEO
Fino a poco tempo fa l’affiliazione era una questione di posizioni su Google. Oggi una parte delle risposte arriva dai motori di risposta: assistenti e riepiloghi che citano le fonti invece di elencare dieci link. Cambia il modo in cui si scrive: AEO (ottimizzare per le risposte, con domande esplicite e risposte brevi e complete) e GEO (essere citabili come fonte) si aggiungono al lavoro SEO. Il principio pratico non cambia: contenuti che rispondono a una domanda precisa, in modo verificabile, con i dati e le fonti in chiaro — sono anche i contenuti che gli assistenti citano.
Prima di lavorare sulle risposte, però, conviene assicurarsi che il sito non abbia errori che lo tengono fuori dall’indice: la lista dei più comuni, con i rimedi, è in errori SEO WordPress: i 16 più comuni e come risolverli.
Affiliazioni scommesse: in Italia non si può fare pubblicità
È una delle domande che emergono quando si guarda l’affiliazione in generale, e in Italia la risposta è netta: la pubblicità al gioco d’azzardo con vincite in denaro è vietata. Il divieto viene dall’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (il cosiddetto Decreto Dignità), e l’AGCOM lo applica con sanzioni che possono arrivare a centinaia di migliaia di euro. Cosa significa per chi fa affiliazione: promuovere un casinò o un operatore di scommesse con un link affiliato non è «una nicchia redditizia», è pubblicità vietata. Chi te lo propone sta vendendo un corso, non un’opportunità. Le nicchie redditizie dell’affiliazione legale stanno altrove: software, servizi, formazione, prodotti fisici.
Finito il primo mese, non ripartire da zero: riparti dai dati. Apri il pannello del programma e guarda quali articoli hanno portato click, anche pochi: sono la prova che qualcosa si muove. Raddoppia su quei temi con un secondo articolo più approfondito, e aggiorna quelli che nessuno ha visitato cambiando titolo e introduzione.
Dal secondo mese in poi il ritmo giusto è uno o due articoli a settimana più un aggiornamento di un vecchio contenuto. È un ritmo sostenibile per anni, e sono gli anni a fare la differenza: il blog che vince non è quello che pubblica di più nel primo mese, ma quello che pubblica ancora al dodicesimo. Per capire come si presenta un blog che funziona a regime, la nostra guida al blog di affiliazione mostra la struttura completa.
Quando cambiare programma (senza buttare il lavoro fatto)
E per le marche? Amazon, Shein, Temu e le altre
La domanda più frequente non è «come funziona l’affiliazione» ma «come funziona quella marca». Ecco le otto che si cercano di più, con la differenza che conta:
| Marca | Quanto paga | Cosa serve per iscriversi |
|---|---|---|
| Amazon | 1-6% per categoria (3% il default), finestra di 24 ore | Dominio proprio e almeno 3 articoli pubblicati; account chiuso se in 180 giorni non fai 3 vendite |
| Shein | Percentuali variabili, non pubblicate in modo stabile | Si passa in genere da una rete di affiliazione (Awin, Admitad): diffida di chi chiede un pagamento per «entrare nel programma» |
| Temu | Fino al 30% dichiarato per categoria | Iscrizione diretta dal sito, più un programma per creator e influencer |
| Booking | Percentuale sul valore della prenotazione | Candidatura tramite il programma partner; richiede un sito con contenuti di viaggio |
| TikTok Shop | Commissione sul venduto, variabile per categoria | Account creator e requisiti di follower: è affiliazione dentro la piattaforma, non con link esterni |
| Zalando | Percentuale sul venduto (moda) | Tramite rete di affiliazione; serve un pubblico coerente con l’abbigliamento |
| Twitch | Percentuale sugli abbonamenti generati | Essere streamer attivo: è un programma per chi già trasmette |
| Yves Rocher | Commissioni su vendite e reclutamento | Programma referral: attenzione a distinguere l’affiliazione dal reclutamento multilivello |
Il meccanismo resta lo stesso per tutte: cambia solo il punto di partenza. Se vuoi i dettagli sui programmi che funzionano meglio per chi comincia, la pagina di riferimento è i migliori programmi di affiliazione per chi inizia; per il quadro completo del modello, cos’è il marketing di affiliazione.
Il programma che scegli all’inizio non è per forza quello giusto per sempre: le condizioni cambiano, e anche tu cambi. Ci sono quattro segnali che dicono che è ora di guardarsi intorno.
- Commissioni tagliate senza preavviso: se il programma abbassa le percentuali o accorcia la finestra del cookie, i tuoi stessi articoli rendono di meno senza che tu abbia sbagliato nulla.
- Pagamenti in ritardo: un ritardo ogni tanto capita, ma se diventa la regola il programma non merita il tuo traffico migliore.
- Prodotti non più coerenti: se hai ristretto la nicchia e i prodotti del programma non c’entrano più, i lettori se ne accorgono prima di te.
- Alternative migliori scoperte strada facendo: conoscendo il settore trovi programmi con condizioni superiori per gli stessi prodotti.
Per cambiare senza danni, non sostituire tutti i link in un giorno: inizia dagli articoli con più traffico, verifica che i nuovi link traccino correttamente con qualche clic di prova, e solo dopo estendi agli altri. Gli articoli restano gli stessi, cambia solo dove punta il link: è il vantaggio di aver costruito contenuti buoni, che sopravvivono a qualunque programma. E tieni traccia di ogni cambio con data e motivo: tra sei mesi saprai esattamente cosa ha funzionato e cosa no.
Domande frequenti su come funziona l’affiliazione
- Quanti articoli devo scrivere per vedere risultati?
Non esiste una cifra magica. Con 20-30 articoli curati su una nicchia precisa e un ritmo settimanale costante, un sito inizia in genere a vedere i primi accessi e, in alcuni casi, le prime commissioni. Più del numero contano la costanza e la qualità: pochi contenuti ottimi valgono più di tanti contenuti raffazzonati.
- Devo comprare subito dominio e hosting?
Puoi iniziare anche con soluzioni gratuite, ma per un progetto serio è meglio partire con dominio e hosting propri: costano poco e ti assicurano che il sito sia tuo, senza dover cambiare indirizzo in seguito. Se il budget è un problema, puoi aspettare un po’, ma alla fine conviene partire con una base piccola e crescere.
- Come faccio a capire se un programma mi accetta?
Leggi le condizioni di adesione: nella maggior parte dei casi si fa domanda online e, una volta approvati, si riceve l’accesso al programma. Guarda bene i requisiti: inizia con programmi che non chiedono una soglia minima di vendite per attivarsi, così impari senza pressioni.
- Posso usare link di affiliazione nei video?
Sì, e funzionano bene. Vale la stessa regola di trasparenza: dichiari al pubblico, a voce o nelle note, che i link possono portare una commissione, e li metti dove servono davvero, nel momento utile o nella descrizione, dove hanno contesto.
- Come e quando vengo pagato?
Dopo la vendita, ma i tempi variano: alcuni programmi pagano ogni mese una volta raggiunta una soglia minima, altri più spesso. Le condizioni del tuo programma lo dicono con chiarezza. Tieni presente una regola generale del settore: la commissione viene conteggiata quando l’ordine non è più rimborsabile, quindi tra vendita e pagamento passano spesso uno o due mesi. È normale.
- Qual è la soglia minima per essere pagato?
Ogni programma ha una soglia: sotto quella cifra il guadagno resta nel pannello e non viene pagato. Su Amazon, per esempio, la soglia è di pochi euro (intorno ai 25 € per il bonifico), mentre altre reti pagano solo oltre i 50-100 €. Il valore esatto sta nelle impostazioni di pagamento del programma: controllalo prima di iniziare, perché su alcuni programmi può volerci mesi per raggiungerla.
- Quanti follower servono per fare affiliazione con i social?
Non esiste un numero che vale per tutti: nei programmi che accettano creator si va da qualche centinaio di follower attivi a diverse migliaia, e conta più la coerenza del pubblico del numero. I programmi che si basano sul sito (come Amazon) non chiedono follower: chiedono un dominio proprio e contenuti pubblicati. Se parti da zero sui social, la strada più rapida è unirli a un sito: il sito passa le verifiche dei programmi, i social portano il primo traffico.
- L'affiliate marketing è legale in Italia?
Sì, ed è regolato: la legge non vieta di guadagnare con i link di affiliazione, ma impone di dichiarare che sono link commerciali. Le linee guida AGCOM chiedono una dichiarazione chiara prima dei link, e Google raccomanda di marcarli con rel=”sponsored”. Serve anche attenzione alle nicchie vietate: la pubblicità al gioco d’azzardo con vincite in denaro, per esempio, è vietata in Italia dal Decreto Dignità.
Conclusione: il metodo prima del guadagno
Chiuso il meccanismo, la domanda diventa su cosa scrivere: come fare keyword research per un blog di affiliazione è il passo successivo, con il metodo in dieci passi e gli strumenti gratuiti.
L’affiliazione è un percorso fatto di metodo e costanza, non di colpi di fortuna. Ripassa i sei passi: scegli la nicchia bene, scegli i programmi con i criteri giusti, prepara la base, scrivi contenuti utili, metti i link dove contano e misura. Non servono doti da guru: servono una nicchia scelta bene, pazienza e lavoro fatto con criterio. Quando vuoi scegliere dove iscriverti, la nostra guida ai migliori programmi di affiliazione è il passo successivo naturale. Ma da oggi hai tutto quello che serve per iniziare, un passo alla volta.
Se invece ti serve la parte «da dove si parte» — che cos’è il marketing di affiliazione, i modelli di commissione, quanto pagano davvero i programmi e cosa dice la legge sulla trasparenza — quella è nell’articolo su marketing di affiliazione spiegato semplice.
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