Miglior Hosting WordPress in Italia: guida completa

Illustrazione: una pila di server con una freccia arancione rivolta verso l'alto.

Se stai cercando il miglior hosting WordPress in Italia, questa guida ti aiuta a scegliere quello giusto. L’hosting WordPress è il servizio che ospita i file del tuo sito su un server sempre acceso. È la fondamenta invisibile su cui poggia tutto il resto.

Se l’hosting cede, cede tutto sopra: il sito diventa lento, va offline nei momenti peggiori e il supporto non risponde.

Abbiamo analizzato le discussioni su Reddit e nei forum italiani di hosting e il problema che torna più spesso non è “quale hosting è più veloce”, ma “perché al rinnovo il prezzo triplica e nessuno me l’aveva detto”. A questa si aggiunge una seconda domanda sempre più frequente: “ma questo hosting è davvero italiano?”

Perché “hosting italiano” è un’etichetta elastica: SiteGround ha il datacenter a Milano ma è un’azienda bulgara. Hostinger accetta pagamenti in euro ma è lituana. Aruba è italiana al 100%, ma al rinnovo costa più di quattro volte tanto. In questa guida facciamo la distinzione per aiutarti a individuare il miglior hosting WordPress in base alle tue priorità che quasi nessuna classifica fa: gli hosting davvero italiani (sede legale e P.IVA italiana, server in Italia, assistenza in italiano) e i provider esteri con datacenter in Italia, dichiarati per quello che sono. Con i costi reali su 3 anni, non solo il prezzo del primo anno.

Alla fine saprai esattamente quale hosting WordPress scegliere in base al tuo caso (blog, e-commerce o sito aziendale) e quanto pagherai davvero, non solo il primo anno.

Miglior hosting WordPress in Italia: la classifica

Qui sotto ci sono i numeri che contano davvero — sede legale, P.IVA, prezzo di rinnovo e costo reale su 3 anni — che nessuna classifica dei concorrenti mette in chiaro.

ProviderSede legale e P.IVARinnovoCosto 3 anniVerdetto
Serverplan?? Pescara (IT) · P.IVA 0249525060376€ +IVA, fisso ✅228€Il migliore qualità/prezzo italiano
VHosting?? Palermo (IT) · P.IVA IT0643966082747€ +IVA, fisso ✅141€Il più economico a prezzo fisso
Keliweb?? Rende CS (IT) · P.IVA IT0328132078254,90€ (da ~27€)137€Budget con LiteSpeed
Aruba?? Ponte San Pietro BG (IT) · P.IVA 0157385051649,99€ +IVA (da 11,90€)112€Il più famoso, attenzione al rinnovo
SiteGround? Sofia (BG) · datacenter a Milano · fattura estera15,99€/mese (da 2,99€)~420€Il migliore estero con server in Italia
Hostinger? Vilnius (LT) · server in Europa · fattura estera9,99€/mese (da 2,99€)~330€Rapporto qualità/prezzo estero

Cos’è un hosting WordPress (spiegato semplice)

Cos’è un hosting WordPress? Un hosting è uno spazio su un computer-server acceso 24 ore su 24, in un datacenter da qualche parte nel mondo. Quando qualcuno digita il tuo dominio nel browser, il server risponde inviando i file del sito. Senza hosting non esiste sito.

Un hosting è uno spazio su un computer-server acceso 24 ore su 24, in un datacenter da qualche parte nel mondo. Quando qualcuno digita il tuo dominio nel browser, il server risponde inviando i file del sito. Senza hosting non esiste sito. In termini tecnici, l’hosting è la componente infrastrutturale del web hosting, il servizio che rende un sito accessibile su internet.

Un hosting WordPress specifico aggiunge ottimizzazioni pensate per far girare bene WordPress: cache dedicata, PHP recente, database MySQL configurato, sicurezza preimpostata e installazione one-click del CMS. La differenza rispetto a un hosting generico è enorme: un sito WordPress su un server non ottimizzato può caricare 3-5 volte più lentamente.

Lezione numero uno: se usi WordPress, scegli sempre un piano specifico per WordPress. Costa uguale e vale il triplo. WordPress è il sistema di gestione dei contenuti più usato al mondo: alimenta oltre il 40% dei siti web, ed è per questo che un hosting ottimizzato fa davvero la differenza.

Italiani veri vs esteri con datacenter in Italia: la distinzione che conta

Che differenza c’è tra un hosting italiano e uno estero? “Hosting italiano” non è solo una questione di bandiera: è una questione di sede legale, fatturazione e GDPR.

“Hosting italiano” non è solo una questione di bandiera: è una questione di sede legale, fatturazione e GDPR. Ecco la distinzione che nessun’altra classifica fa.

?? Hosting italiani al 100%: sede legale e P.IVA italiana, server in Italia, assistenza in italiano, fattura elettronica nativa con IVA italiana. In caso di controversie rispondono al foro italiano.

? Esteri con presenza italiana: aziende estere che offrono sito in italiano e talvolta datacenter in Italia, ma fatturano con VAT europeo dalla propria giurisdizione. Ottimi provider, ma non sono aziende italiane.

Perché la distinzione conta: un provider con P.IVA italiana emette fattura elettronica nativa (codice destinatario, split payment per la PA), applica l’IVA italiana e risponde al foro italiano. Un provider estero fattura con VAT europeo e risponde alla giurisdizione del proprio paese, un dettaglio che può creare complicazioni contabili a un forfettario o a una PMI.

Infografica: 4 controlli per riconoscere un hosting italiano vero (sede legale, P.IVA, server, fattura)

Quattro controlli, trenta secondi: apri il sito del provider, vai in fondo alla pagina e cerca i dati societari. Se trovi una S.r.l. o S.p.A. italiana con sede in Italia, sei a posto. Se trovi una società bulgara, lituana o americana, ora lo sai, e scegli con gli occhi aperti.

I 6 criteri che contano davvero (niente fuffa)

Cosa guardare prima di scegliere un hosting? Prima della classifica, questi sono i fattori che separano un hosting che funziona da uno che ti lascia a piedi.

Prima della classifica, questi sono i fattori che separano un hosting che funziona da uno che ti lascia a piedi. Sono gli stessi criteri usati nei test indipendenti italiani ed è su questi che abbiamo valutato i provider.

  • Velocità: storage NVMe, server LiteSpeed o NGINX, TTFB sotto i 600 ms
  • Datacenter: più vicino è al tuo pubblico, meglio è, per un sito italiano, Italia
  • Assistenza: 24/7, in italiano, con risposte tecniche vere in pochi minuti
  • Backup: automatici e giornalieri, con ripristino in un clic
  • Sicurezza: SSL incluso, protezione DDoS, aggiornamenti gestiti
  • Rinnovo: il prezzo dal secondo anno in poi, non la promo del primo

1. Velocità: NVMe, LiteSpeed e TTFB

La velocità non è un lusso: Google la considera un fattore di ranking, quindi scegliere il miglior hosting WordPress influisce anche sulla SEO e l’utente medio abbandona una pagina dopo 3 secondi. Le metriche da guardare sono due: il TTFB (tempo che il server impiega a iniziare a rispondere, sotto i 600 ms è buono) e il tempo di caricamento totale (sotto i 2 secondi è lo standard).

Il TTFB misurato da noi. Il 25 settembre 2026, da una connessione italiana (Piemonte) e con cinque richieste per sito, il tempo di risposta mediano è stato questo:

ProviderTTFB medianoValore più bassoValore più alto
VHosting100 ms85 ms146 ms
Aruba128 ms111 ms147 ms
Serverplan157 ms148 ms198 ms
SiteGround231 ms216 ms675 ms
Keliweb388 ms273 ms430 ms

Cosa misura (e cosa non misura) questo dato. È il tempo di risposta del sito del provider, non di un sito ospitato sui suoi server: dice qualcosa sull’infrastruttura che ognuno si costruisce, e non è un giudizio sul piano che ti vendono. Per il TTFB di un sito ospitato da loro serve un sito di prova sul piano che ti interessa. Sul tuo sito lo misuri in trenta secondi con PageSpeed Insights (Google) o con il comando curl -o /dev/null -s -w '%{time_starttransfer}\n' https://iltuosito.it, ripetuto alcune volte: un singolo valore non dice nulla, sotto i 600 ms la risposta è buona.

Oggi la tecnologia che fa la differenza è la combinazione di storage NVMe (fino a 50 volte più veloce degli HDD), server LiteSpeed o NGINX e CDN integrata. Un hosting che gira ancora su hard disk tradizionali con Apache base è fuori gioco.

2. Il datacenter: in Italia è meglio

Se il tuo pubblico è italiano, il server deve stare in Italia. La distanza fisica conta: un server a Milano risponde a un utente italiano in 15-25 ms, uno ad Amsterdam in 35-50 ms, uno in Virginia in 120-160 ms. Una pagina WordPress carica 40-80 risorse: quei millisecondi si moltiplicano. Su un hosting italiano il TTFB è strutturalmente più basso per il pubblico italiano.

3. Assistenza: 24/7, in italiano e competente

Il sito va offline alle 3 di notte. Chi ti risponde? Il test che consigliamo sempre di fare prima di comprare: aprire la chat di pre-vendita e fare tre domande tecniche specifiche. Se rispondono in 5 minuti con risposte vere, il supporto è vero. Se ti rimbalzano alle FAQ, scappa.

Su Reddit il tema del supporto che peggiora col tempo è ricorrente: provider che iniziano benissimo e dopo qualche anno rispondono in 30 minuti o più. L’assistenza in italiano è un plus che vale oro quando hai un problema reale.

4. Backup automatici e ripristino in un clic

Il backup giornaliero automatico non è negoziabile. La possibilità di ripristinare il sito a una data precedente con un clic ti salva quando un plugin rompe tutto o arriva un attacco. Verifica sempre se il backup è incluso nel piano base o è un extra a pagamento.

5. Sicurezza: SSL incluso e protezione attiva

WordPress è il CMS più attaccato al mondo: oltre il 40% dei siti web gira su WordPress, quindi è il bersaglio numero uno. Il certificato SSL gratuito è ormai standard, ma conta anche la protezione da attacchi DDoS, il firewall e gli aggiornamenti automatici di sicurezza gestiti dal provider.

6. Il prezzo di rinnovo: il trucco che non ti spiegano

Questo è il punto che nessuna pubblicità mostra. Quasi tutti i provider applicano un prezzo promozionale il primo anno e al rinnovo il costo sale anche del 200-300%. Il prezzo che conta non è quello del primo anno: è quello che pagherai dal secondo in poi. Nella tabella qui sotto trovi entrambi, con il costo totale su 3 anni.

I migliori hosting 100% italiani (sede, P.IVA e server in Italia)

Quali sono gli hosting davvero italiani? Questa classifica include solo provider con sede legale e P.IVA italiana, server in Italia e assistenza in italiano.

Questa classifica include solo provider con sede legale e P.IVA italiana, server in Italia e assistenza in italiano. Ordinati per qualità complessiva, non solo per prezzo.

ProviderSedeLiteSpeedNVMePrezzo/annoRinnovoTrustpilot
ServerplanPescara✅✅76€ +IVAFisso ✅4.9 (6.600+)
VHostingPalermo✅✅ (25 GB)47€ +IVAFisso ✅4.7 (4.300+)
KeliwebRende (CS)✅✅~27€ → 54,90€~2x3.9 (900+)
ArubaBergamo❌ (piano base)Non dichiarato11,90€ → 49,99€~4,2x ⚠️4.6 (11.400+)
NetsonsPescara✅✅da verificareda verificarebuone

La tabella dice più di mille parole: Serverplan e VHosting hanno prezzo fisso e Trustpilot 4.9 e 4.7, Aruba ha il brand più forte ma un rinnovo che più che quadruplica il prezzo (11,90€ il primo anno, 49,99€ dal secondo), con un Trustpilot 4,6 in linea con gli altri. I numeri delle recensioni sono aggiornati a settembre 2026 e provengono dalle pagine Trustpilot pubbliche dei provider.

1. Serverplan: il migliore qualità/prezzo italiano

Serverplan è una S.r.l. italiana con sede a Pescara, datacenter in Italia e assistenza italiana 24/7. È il provider che la community WordPress italiana considera la scelta seria per chi vuole prestazioni vere: LiteSpeed, NVMe, pannello completo e un prezzo fisso senza sorprese al rinnovo (76€/anno +IVA, stesso prezzo anno dopo anno). Trustpilot 4.9 su oltre 6.600 recensioni. Sito ufficiale Serverplan

Punti di forza: prezzo fisso al rinnovo (rarità assoluta), LiteSpeed + NVMe, ottime recensioni, assistenza 24/7 in italiano.

Punto debole: meno conosciuto del gigante Aruba; la piattaforma è più “tecnica” e meno guidata per il principiante assoluto.

Ideale per: chi vuole un hosting italiano serio con costi prevedibili nel tempo.

2. VHosting: il più economico tra i seri

VHosting Solution ha sede a Palermo e datacenter a Milano (Seeweb). Offre il miglior prezzo fisso della categoria: 47€/anno +IVA, identico al rinnovo. cPanel, LiteSpeed, 25 GB NVMe e assistenza italiana. Trustpilot 4.7 su oltre 4.300 recensioni. Sito ufficiale VHosting

Punti di forza: prezzo imbattibile e fisso, cPanel + LiteSpeed, recensioni eccellenti.

Punto debole: offerta più essenziale rispetto a Serverplan; meno spazio di archiviazione.

Ideale per: budget minimo senza rinunciare a un servizio italiano serio.

3. Keliweb: il budget con LiteSpeed

Keliweb è una S.r.l. italiana con sede a Rende (CS) e datacenter in Italia. Il piano KeliPRO parte in promo a circa 27€ il primo anno (poi 54,90€/anno) e include LiteSpeed, NVMe e certificazioni ISO italiane. Trustpilot 3.9 su circa 900 recensioni. Sito ufficiale Keliweb

Punti di forza: prezzo di ingresso bassissimo, LiteSpeed incluso, certificazioni ISO.

Punto debole: Trustpilot più basso dei primi due (3.9), recensioni meno numerose, rinnovo a più del doppio della promo.

Ideale per: primo sito con budget molto contenuto.

4. Aruba: il gigante, con un avviso sul rinnovo

Aruba è la S.p.A. italiana con sede a Ponte San Pietro (BG), il più grande provider italiano con datacenter proprietari. È il nome che tutti conoscono, l’ecosistema più completo (dominio, PEC, fatturazione elettronica, partita IVA). Ma la verità che pochi dicono: il piano base WordPress parte a 11,90€ +IVA il primo anno e rinnova a 49,99€ +IVA (più di quattro volte tanto), e non dichiara RAM né offre LiteSpeed. Il Trustpilot è invece 4,6 su oltre 11.400 recensioni: il punto debole di Aruba non sono gli utenti, è il salto al rinnovo. Sito ufficiale Aruba

Punti di forza: brand storico, ecosistema completo, datacenter proprietari, assistenza telefonica italiana.

Punto debole: rinnovo più che quadruplo (49,99€ +IVA dal secondo anno), pannello proprietario, specifiche del piano base non trasparenti.

Ideale per: chi vuole tutto in un posto (dominio, PEC, fatturazione) e accetta il rinnovo alto.

5. Netsons: la scelta di nicchia

Netsons ha sede a Pescara e datacenter in Italia. Provider più piccolo con buone recensioni nella community WordPress italiana, posizionato come alternativa di qualità ai giganti. Offerta WordPress con LiteSpeed e supporto italiano. Sito ufficiale Netsons

Punti di forza: qualità della community, supporto italiano, focus WordPress.

Punto debole: scala più piccola rispetto ad Aruba, meno servizi accessori.

Ideale per: chi preferisce un provider medio con assistenza attenta.

I provider esteri con datacenter in Italia (dichiarati per quello che sono)

E i provider esteri con datacenter in Italia? Questi provider sono eccellenti, ma non sono aziende italiane.

Questi provider sono eccellenti, ma non sono aziende italiane. Se per te la sede legale e la fatturazione italiana contano, questa sezione è solo informativa: la classifica degli italiani veri è quella sopra.

SiteGround: bulgara, con datacenter a Milano

SiteGround è un’azienda bulgara con sede a Sofia e datacenter a Milano (Google Cloud). È considerata tra i migliori hosting WordPress in assoluto: assistenza 24/7 in italiano che risponde in pochi minuti, ottime performance e backup giornalieri. Ma fattura da Bulgaria: il rinnovo è tra i più alti del mercato (il prezzo promozionale può più che raddoppiare) e per un forfettario la fattura estera complica la contabilità. Sito ufficiale SiteGround

Ideale per: chi vuole il meglio in assoluto e non ha problemi di fatturazione estera.

Hostinger: lituana, con server in Europa

Hostinger ha sede a Vilnius, Lituania, e server in Europa (non in Italia). Offre il miglior rapporto qualità/prezzo tra gli esteri: NVMe, LiteSpeed, CDN integrata e backup giornalieri a prezzi bassi. Supporto multilingua, non sempre in italiano al primo livello. Fatturazione estera. Sito ufficiale Hostinger

Ideale per: budget limitato e nessuna esigenza di fatturazione italiana.

Gli altri esteri che vedi nelle classifiche

GoDaddy (sede in Arizona, USA): sito in italiano ma assistenza spesso in inglese e server non in Italia. IONOS (tedesca, datacenter a Bergamo): solida ma con rinnovo che sale molto. Register.it: era italiana, dal 2019 appartiene al gruppo Register (controllato da Centerbridge Partners, USA): struttura societaria complessa, non è più un’azienda italiana pura. Cloudways (maltese): VPS managed per sviluppatori. FastComet (USA): rinnovi stabili ma sede estera.

Quanto costa davvero un hosting WordPress: i costi reali su 3 anni

Quanto costa davvero un hosting WordPress? Ecco la tabella che non trovi nei siti dei provider: il confronto tra prezzo promozionale del primo anno, prezzo di rinnovo e costo totale su 3 anni.

Ecco la tabella che non trovi nei siti dei provider: il confronto tra prezzo promozionale del primo anno, prezzo di rinnovo e costo totale su 3 anni. I prezzi sono indicativi, aggiornati ad agosto, e variano in base alle offerte del momento: usali come ordine di grandezza, poi verifica sul sito ufficiale.

ProviderNazionalitàAnno 1Anni 2+3Totale 3 anniRinnovo
VHosting?? IT47€ +IVA47€ × 2141€Fisso ✅
Keliweb?? IT~27€54,90€ × 2137€~2x
Aruba?? IT11,90€ +IVA49,99€ × 2112€~4,2x ⚠️
Serverplan?? IT76€76€ × 2228€Fisso ✅
SiteGround? BG (datacenter MI)~36€~384€~420€~5,3x ⚠️
Hostinger? LT (server EU)~36€~84-108€medio2-3x
Infografica: costo reale degli hosting italiani su 3 anni con formula del costo medio mensile

Ecco perché la tabella va letta con la formula giusta: il costo medio mensile su 4 anni si calcola come (rinnovo × 36 + primo anno × 12) / 48. È il numero che confronta davvero i provider, perché include il prezzo promozionale e i tre anni di rinnovo che pagherai dopo.

Il dato che salta all’occhio: sui 3 anni VHosting, Keliweb e Aruba restano vicini (112-141€) e Aruba è il più basso proprio perché il primo anno costa meno di tutti; la differenza si vede dal secondo anno, quando il suo rinnovo (49,99€ +IVA) supera il prezzo fisso di VHosting (47€). Serverplan costa di più ma ha prezzo fisso e le migliori recensioni. SiteGround è il più caro al rinnovo tra gli esteri, Hostinger il più equilibrato.

E se stai facendo il conto più in largo — realizzazione del sito, dominio, hosting e manutenzione su più anni — il totale completo è nella guida su quanto costa un sito web.

E se il sito lo stai costruendo da zero, il percorso passo passo — piattaforma, dominio, tema, primi contenuti — è nella guida su come creare un sito web da zero.

I 5 errori che vediamo fare ai principianti

Quali errori si fanno scegliendo un hosting? Dalle discussioni su Reddit e nei forum italiani, questi sono gli errori più comuni quando si sceglie un hosting WordPress:

Dalle discussioni su Reddit e nei forum italiani, questi sono gli errori più comuni quando si sceglie un hosting WordPress:

1. Comprare solo in base al prezzo del primo anno. Il rinnovo è quello che pagherai per anni. Un piano a 18€ che rinnova a 60€ non è un affare: lo è uno a 47€ +IVA fisso.

2. Scegliere un hosting generico invece di uno WordPress. La differenza di velocità e sicurezza è enorme, il prezzo quasi uguale.

3. Ignorare il datacenter. Un server in America per un sito italiano significa latenza alta e SEO peggiore. Cerca sempre Italia, e se l’azienda è estera pretendi che il datacenter sia in Italia.

4. Credere che “sito in italiano” = “azienda italiana”. Il sito in italiano è solo marketing. Controlla la sede legale, la P.IVA e la fattura: quella è la verità.

5. Fidarsi di chi consiglia solo per commissioni. Molte classifiche online sono pagate dagli affiliati. Verifica sempre se l’autore dichiara link affiliati e cerca test indipendenti.

Come scegliere: la risposta in base al tuo caso

Quale hosting scegliere per il mio caso? Calcolatore rapido: stai per comprare hosting? Fai così: moltiplica il prezzo di rinnovo per 36 mesi, aggiungi il primo anno promozionale e dividi per 48.

Calcolatore rapido: stai per comprare hosting? Fai così: moltiplica il prezzo di rinnovo per 36 mesi, aggiungi il primo anno promozionale e dividi per 48. Quel numero è il costo medio mensile reale del tuo hosting su 4 anni. È il dato che i siti di confronto non ti mostrano mai e che ribalta più di una classifica.

Blog personale o primo sito

VHosting o Keliweb. Prezzi bassi, installazione guidata e nessun salasso iniziale. Se stai partendo da zero, nella nostra confronto WordPress vs Wix trovi anche il quadro completo su come si costruisce un sito oggi.

Sito aziendale o professionale

Serverplan. Prezzo fisso al rinnovo e recensioni eccellenti: un sito aziendale offline costa più di qualunque hosting. Se vuoi il meglio in assoluto e accetti la fattura estera, SiteGround resta un’opzione.

E-commerce con WooCommerce

Keliweb per il budget, Serverplan per la solidità: WooCommerce ha bisogno di NVMe e database veloce per reggere il carico del negozio senza rallentare.

Quanto sono affidabili? I numeri ufficiali dei provider

Ecco cosa dichiarano i provider stessi, dalle loro pagine ufficiali. Serverplan garantisce sul suo hosting condiviso uno SLA di uptime del 99,99%, con server su dischi SSD NVMe e backup automatico incluso. Keliweb documenta nella sua knowledge base che le percentuali ottimali di uptime vanno dal 99,1% al 99,5% e oltre, oltre a dichiarare uno SLA del 99,99% sui propri servizi. Infine, la status page pubblica di Aruba Business Hosting mostra nei primi giorni di settembre la quasi totalità dei server al 100% di uptime, con punte di 99,99-99,999% sui server più carichi.

Tradotto in numeri pratici: un hosting che dichiara il 99,9% di uptime significa meno di 9 ore di indisponibilità all’anno (365 × 24 × 0,001 = 8,76 ore). Il 99,99% dichiarato da Serverplan e Keliweb scende sotto l’ora: circa 52 minuti l’anno. Per un e-commerce, ogni ora di downtime è vendite perse: è per questo che il dato di uptime vale più di qualunque sconto sul primo anno.

Le performance e l’uptime sono direttamente collegati alle vendite, e la fatturazione italiana semplifica la vita fiscale.

«Aruba hosting problemi» e «hosting down»: cosa controllare per primo

È una delle ricerche più frequenti su Aruba, e il problema è spesso più banale di quanto sembri. Prima di aprire un ticket, controlla in quest’ordine:

  • La status page ufficiale: hostingstatus.arubabusiness.it mostra lo stato dei server in tempo reale. Se lì è tutto verde, il guasto è quasi sempre da un’altra parte.
  • Il DNS, non l’hosting: se il sito non si apre ma la webmail funziona, il problema è nel dominio o nella propagazione DNS, non nel server.
  • Il certificato SSL scaduto: fa comparire l’avviso «sito non sicuro» e sembra un guasto, ma si rinnova dal pannello.
  • Un plugin o un tema aggiornato ieri: un’errore 500 dopo un aggiornamento è quasi sempre questo. Disattivalo e il sito torna.
  • La casella di posta piena: il sito è online ma non ricevi email, o viceversa: è la prima cosa da escludere.

Quando è davvero l’hosting: se la status page segnala un disservizio, hai diritto a sapere cosa sta succedendo e — quando il contratto prevede uno SLA — a un rimborso proporzionale al tempo di indisponibilità. Di questo si discute spesso anche nelle community italiane, a volte in toni accesi (un esempio su r/ItalyInformatica): la differenza tra un provider serio e uno qualunque non è non avere mai un guasto, è dirlo e ripristinare in fretta. Per questo, tra i 6 criteri, i backup automatici e il ripristino in un clic contano quanto la velocità.

P.IVA o chi vuole tutto in italiano

Aruba. Fatturazione elettronica, PEC e dominio nello stesso ecosistema, con assistenza telefonica italiana, ma metti in conto il rinnovo che più che quadruplica il prezzo. In alternativa Serverplan per il miglior rapporto qualità/prezzo con fattura italiana.

Aruba o SiteGround: il confronto diretto

«Aruba o SiteGround» e «meglio SiteGround o Aruba» sono due ricerche reali, e la risposta dipende da quale criterio pesa di più per te: l’italianità dell’azienda o la fattura più bassa.

Sul prezzo: Aruba parte da 11,90€ +IVA il primo anno e rinnova a 49,99€ +IVA (4,2 volte tanto); SiteGround parte da 2,99€/mese e rinnova a 15,99€/mese, cioè 191,88€ +IVA l’anno. Su tre anni: Aruba circa 112€, SiteGround circa 420€. Aruba costa meno, ma il meccanismo della promo che poi si moltiplica è lo stesso.

Sull’italianità: Aruba è italiana al 100% (Ponte San Pietro, BG), con fattura elettronica italiana, PEC e assistenza telefonica; SiteGround è bulgara (Sofia) con datacenter a Milano: servizio ottimo, fattura da fuori.

Sulla velocità: il TTFB dei loro siti, misurato da noi il 25 settembre 2026, è 128 ms per Aruba e 231 ms per SiteGround (mediane su cinque richieste). Attenzione a cosa significa: è il tempo di risposta del sito del provider, non di un sito ospitato sui suoi server. Un’indicazione, non una classifica.

In sintesi: se ti serve l’ecosistema italiano completo — PEC, fatturazione, telefono — e puoi convivere con un rinnovo che più che quadruplica, Aruba. Se preferisci prestazioni e assistenza 24/7 in italiano e non ti pesa fatturare dall’estero, SiteGround. La stessa domanda se la pone la community italiana su Reddit (SiteGround o Aruba for webhosting in Italy?).

Agenzia o sviluppatore

Serverplan per l’infrastruttura italiana, o Cloudways (maltese) se vuoi VPS gestiti con datacenter a scelta e prezzi prevedibili.

Domande frequenti sull’hosting WordPress

Quali sono gli hosting WordPress 100% italiani?

Gli hosting con sede legale, P.IVA e server in Italia: Serverplan (Pescara), VHosting (Palermo), Keliweb (Rende CS), Aruba (Bergamo) e Netsons (Pescara). Emettono fattura elettronica italiana e rispondono al foro italiano.

SiteGround è un hosting italiano?

No. SiteGround è un’azienda bulgara con sede a Sofia: ha il datacenter a Milano e il sito in italiano, ma fattura da Bulgaria con VAT europeo. È un ottimo provider, ma non è un’azienda italiana.

Qual è il miglior hosting WordPress economico italiano?

VHosting è il più economico tra i seri: 47€/anno +IVA con prezzo fisso al rinnovo. Keliweb parte da circa 27€ il primo anno ma rinnova a 54,90€. Aruba parte da 11,90€ +IVA ma rinnova a 49,99€ +IVA (più di quattro volte tanto).

Quale hosting italiano ha la migliore assistenza?

Serverplan e VHosting hanno assistenza 24/7 in italiano con recensioni eccellenti (Trustpilot 4.9). Aruba offre anche il supporto telefonico, ma il suo rinnovo più che quadruplica il prezzo; il Trustpilot è 4,6 su oltre 11.400 recensioni.

I prezzi promozionali degli hosting valgono solo il primo anno?

Sì, in quasi tutti i provider. Il prezzo promozionale dura il primo ciclo di fatturazione, poi parte il prezzo di rinnovo, che può essere 2-3 volte più alto (fino a 5,3 volte per SiteGround). Fanno eccezione Serverplan e VHosting, che hanno prezzi fissi.

Il verdetto: Serverplan per qualità/prezzo, VHosting per risparmiare

Qual è il verdetto? Non esiste un “miglior hosting WordPress” universale: esiste il migliore per il tuo caso. Se vuoi la risposta breve: Serverplan se vuoi il miglior hosting italiano qualità/prezzo con prezzo fisso, VHosting se vuoi spendere il minimo, Aruba se ti serve l’ecosistema completo (PEC, fatturazione) accettando un rinnovo che più che quadruplica il prezzo.

Non esiste un “miglior hosting WordPress” universale: esiste il migliore per il tuo caso. Se vuoi la risposta breve: Serverplan se vuoi il miglior hosting italiano qualità/prezzo con prezzo fisso, VHosting se vuoi spendere il minimo, Aruba se ti serve l’ecosistema completo (PEC, fatturazione) accettando un rinnovo che più che quadruplica il prezzo. Tra gli esteri, SiteGround è il migliore con datacenter a Milano, ma è bulgaro, e la fattura lo dirà.

Qualunque sia la tua scelta, applica i sei criteri della guida: velocità NVMe, datacenter in Italia, assistenza 24/7 in italiano, backup automatici, SSL incluso e, soprattutto, prezzo di rinnovo chiaro. E ricorda: sito in italiano non significa azienda italiana. Controlla la P.IVA. L’hosting è la fondamenta: sceglila bene e il resto viene da sé.

E se poi vuoi cambiare hosting? Non è un blocco: si sposta il sito in pochi passi e senza perdere dati. L’abbiamo scritta per intero nella guida alla migrazione di WordPress verso un nuovo hosting.

Questa guida è aggiornata ad agosto. I prezzi indicati sono ordini di grandezza verificati sulle offerte correnti e possono variare: controlla sempre il sito ufficiale del provider prima di acquistare. Nessun link affiliato: questa classifica non guadagna commissioni da nessun provider.

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6 risposte

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